VIA SANTA MARIA DELLA SPERANZA ALL’OMBRA DEI GIGANTI/Primo studio.

Il primo capitolo, andato in scena nel dicembre 2017 al teatro Nuovo di Napoli, in occasione di Quartieri di vita, aveva come fulcro drammaturgico l’incontro tra due mondi apparentemente diversi, quello di un gruppo di attori che occupano il loro teatro per impedire che venga sgomberato e demolito e quello degli Scalognati, un gruppo di giovani africani richiedenti asilo, che entrano letteralmente in contatto per la prima volta col Teatro, inizialmente solo per ottenere crediti da presentare alla Commissione che sperano rilasci loro il permesso di soggiorno. Miracolosamente le verità di Dja, sparato nelle gambe dalla polizia del suo paese che avrebbe dovuto proteggerlo, quella di Bassirou, che decide di lasciare la squadra di calcio della sua città per giocare in quella della città di Áida, la sua fidanzata, la verità di Diba medaglia d’oro di Kung Fu in Senegal, che non riesce più a dormire o quella di Djibril a cui i Libici hanno rubato la carta d’identità, si fondono con quelle degli attori, diventando quasi gli uni il doppio degli altri, e mischiando le loro voci, dopo aver provato insieme il dramma che sembra riscriversi in scena volta per volta, sembrano essere pronti per i Giganti. A questo punto il primo studio si interrompe ed entriamo nel secondo.