VIA SANTA MARIA DELLA SPERANZA IL CIELO SOPRA/Per un Teatro jazz

Gli attori della Compagnia della Speranza sono finalmente ritornati a casa. Dopo un tempo immemore trascorso in un altrove perduto, questi artisti superstiti, uomini e donne segnati dal tempo e provati dalle intemperie della vita e del lungo viaggio, appaiono senza preavviso nel mondo reale, in mezzo alla gente ed al clamore della strada, come dei refusi, gli ultimi resti di un’arte teatrale ormai dimenticata, fatta di polvere, di volti incipriati, costumi logori e gesti codificati. Sono tornati a casa per rimettere piede nel loro teatro, il Teatro La giostra, quel luogo dove tutto è cominciato, dove hanno incontrato i loro personaggi e trascorso gran parte della loro vita; ma tutto nella realtà/mondo sembra non essere più lo stesso, neppure la strada che una volta conduceva al piccolo teatro di quartiere in Via Speranzella.

È in questa notte bianca e fumosa di città che l’apparizione di Cromo e dell’attore che lo interpreta, darà vita ad un cammino fantastico di circa duecento passi, che condurrà il pubblico a partire da Piazza Municipio, attraverso l’incontro con i fantasmi dei personaggi dell’ultimo dramma incompiuto di Luigi Pirandello I giganti della montagna, che vagano anch’essi alla ricerca di un teatro che non c’è più e dell’epilogo alla storia che insieme agli attori, vanno raccontando da tutta una vita.
Anche Il-sè è tornata a casa. È lì con loro adesso.
Lì dove un tempo c’era il suo teatro che ora non c’è più.
Questa immagine/metafora della condizione del Teatro e dell’Arte in genere nel nostro tempo, susciterà ad attori e personaggi, uno sturm und drang emotivo ed espressivo, vera e propria esperienza immersiva per il pubblico.

Ma cosa resta della sua casa?
Le luci si abbasseranno ed ella racconterà la sua storia, un viaggio sognato e cantato dell’attrice, legato indissolubilmente alla sua infanzia.
Il miracolo dell’incontro dell’attore con i personaggi, come prova dei messaggi che i grandi maestri consegnano agli artisti anche dal cielo, come l’angelo Centuno, alle anime del purgatorio

Presente, passato e futuro in un’unica soluzione: l’epilogo dello spettacolo.