VIA SANTA MARIA DELLA SPERANZA L’ARSENALE DELLE APPARIZIONI/Il teatrino dei fantocci.
Siamo nello stesso teatro ormai semi abbandonato. Dja, Bassirou, Blessing, Diba e Djibril sono stati costretti a ritornare in Africa dalle autorità italiane. Ma gli attori li aspettano, aspettano che tornino per raccontare la favola vera scritta per loro dal poeta Inyong Nyang, anche lui disperso, davanti a un pubblico perché il teatro si salvi.
Ma inaspettato e violento c’è lo sgombero del teatro da parte delle forze dell’ordine coinvolte in un’operazione di sbarco di una nave carica di migranti, per i quali quel luogo dovrà trasformarsi in centro di prima accoglienza.
Una giornalista, accorsa sul posto per documentare durante una diretta televisiva i fatti in tempo reale, viene raggiunta da una notizia inattesa; lo sbarco previsto della nave Sea Dream non potrà avvenire perché tutti i migranti a bordo non ci sono più. Dja, Bassirou, il poeta Inyang e gli altri sono spariti.
Ciò che resta di loro è un arsenale di abiti dismessi e ancora bagnati, oggetti di scena dimenticati e dei pupazzi fatati che racconteranno le loro storie.
Sarà compito degli attori in scena, guidati da una Cotrone donna, custode ed anima stessa di questo luogo buio che è il teatro, sostenuta da un gruppo di tecnici, figure invisibili ma capaci di magie, dare voce a questa assenza, attraverso il ricordo dei loro volti, dei loro nomi e la rievocazione dell’anima del poeta che ne ha scritto, restituendo ad essa corpo e verità.
La storia vera di Yergalum, la favola nuova di un’ Ethiopian Cinderella, personaggio emblematico protagonista di un esodo tragico – fuggita dall’Etiopia attraverso il Sudan, il deserto del Sahara e la Libia per raggiungere l’Italia – raccolta con delicatezza dal giornalista e scrittore Luca Attanasio nel suo libro Se questa è una donna, nella riscrittura di Maria Angela Robustelli svelerà i bisogni, i desideri e le vocazioni assopite degli attori Maria Angela e Davide, che si fondono a quelli dei personaggi di Ilse e del Conte, seguendo i passi dei protagonisti della favola, Yergalum e Dawit, esplorando così una nuova possibilità di rappresentazione in un ritmo teatrale di visioni, di musica e di gioco di pupazzi/fantocci che prendono spunto e si confondono alla loro verità ed a quella degli attori.

















